Fabrizio Meoni e il suo amore per l’Africa
Mauritania, 11° prova della Dakar 2005 (5° nello stato africano), che parte da Atar e arriva a Kiffa, 695 Km totali. Ultimo giorno in Mauritania, dune su sabbia molto soffice, piste nel massiccio del Tagant e nel tratto roccioso del Nega, e via per altri 150Km veloci finali.
La prova di oggi parte già accorciata a 400Km a causa di una tempesta di sabbia (che condiziona tutta la 27° edizione della gara) e marchiata anche dalla comunicazione della morte in ospedale del motociclista spagnolo Jose-Manuel Perez dopo essersi schiantato durante la 7ª tappa. La situazione prima della prova vede Meoni a meno nove secondi dal suo compagno di squadra KTM e allievo Cyril Despres, quindi oggi e una prova dura sia per il meteo che per il duello in casa KTM.

Al CP1 (Check Point) tutti i big delle moto arrivano appaiati (Despres, Meoni, Esteve, Coma e Frétigné) e Coma va il miglior tempo provvisorio. Subito dopo il rifornimento Meoni e David Frétigné si perdono in mezzo alle dune quando: “Cyril (Despres) -afferma Frétigne- era sulla buona strada ed è scomparso dietro una duna, Fabrizio ha seguito la sua polvere e 300 metri dopo ho visto (Marc) Coma aggitando le mani in aria, ho capito subito che era serio. Ho aspettato, penso che dovremmo andare avanti per lui e per Richard (Sainct) lui ci avrebbe voluto, era la sua passione.”
L’elicottero medico inviato sul posto è arrivato sulla scena dell’incidente alle 10h36, trovando Meoni in una situazione di insufficienza cardiaca. Dopo 45 minuti di trattamento, gli sforzi sembravano essere vani. L’ora della morte è stata pronunciata alle 11h11.
Gli altri piloti, non consapevoli delle condizioni di Meoni, hanno portato lo speciale con Marc Coma a segnare il miglior tempo della giornata. I principali biker sono stati poi informati, al traguardo, della triste notizia del direttore di gara Patrick Zaniroli. Scioccati dalla terribile notizia, si sono diretti al bivacco a Kiffa. L’organizzazione decise di non informare gli altri concorrenti per non disturbarli psicologicamente sulla lunga strada verso la Kiffa.
Marc Coma. “Era unico, la sua età, la sua navigazione, per me è stato un punto di riferimento e lo sarà sempre, sono giovane in questa gara, sono qui da soli tre anni, è stato un esempio per noi.”

Fabrizio Meoni aveva festeggiamo, come sempre, il suo 47° compleanno durante la Dakar (31 dicembre), lasciando nella sua amata Castiglion Fiorentino la moglie Elena, suo figlio Gioele e la figlia Chiara.












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